Tonari No Totoro

Cosa faceva Miyazaki nel 1988?

Tonari No Totoro

Satsuki e Mei, due sorelle, stanno traslocando in una nuova casa in campagna con il loro padre; la loro madre è purtroppo ospedalizzata perché non sta bene.
Sin da subito, in questo ambiente molto rurale si notano molte cose strane: curiosi esserini che rifuggono la presenza della gente, impauriti; Mei (la sorella minore), giocando in giardino, vede anche tanti altri strani spiritelli dei boschi: tentando d’inseguirli si imbatte in colui che lei nomina Totoro, un gigantesco e pacioccoso essere.

Bisogna innanzitutto considerare che questo anime è esattamente di vent’anni fa: essendo dello stesso anno di Akira, si vede che in quell’anno la qualità degli anime è stata molto alta. I disegni mostrano la loro età nello stile, ma non nella qualità: sono infatti molto puliti e gradevoli, e i colori morbidi ben si adattano al tono rilassato di questo OAV da un’ora e mezzo.
Tale tempo passa infatti in un attimo, poiché ci si ritrova come rapiti dalla magìa di questo anime: probabilmente sono io che amo i luoghi tranquilli e le campagne rilassate, ma l’ambientazione di Totoro è davvero magistrale. Non viene mai citato, ma a occhio si può supporre che sia ambientato attorno agli anni ’50 nelle campagne giapponesi: il clima di assoluta pace e bonarietà è davvero meraviglioso.

La storia in sé è estremamente semplice, e non punta a nessuna morale o a nessun finale vero e proprio: è solo uno spaccato di vita di questa famigliola. I personaggi sono infatti un altro punto forte di Totoro: in meno di due ore è difficile rendere l’idea di chi siano veramente, ma si intravede la loro incredibile forza. Il padre che si impegna con tutto sé stesso per tenere insieme una situazione familiare difficile pur essendo presente per le figlie; la maggiore che, seppur con i suoi limiti, prova ad aiutare; la madre che, nonostante la sua malattia, è piena di premure: davvero meravigliosi.
Anche gli spiriti della foresta sono meravigliosi: Totoro in primis è totalmente geniale, e anche il busgatto con tutti gli altri compari sono imperdibili e buffissimi.

In definitiva, non bisogna guardare questo anime “perché è di Miyazaki”: guardatelo perché è bello, pacifico e lascia una grandiosa sensazione alla fine.

Voto: 9. Non pretende di essere niente di particolare, e questo è un pregio: fa il suo dovere, e lo fa bene

Consigliato a: chi vuole vedere la storia dell’animazione giapponese; chi vuole una vicenda dai buoni sentimenti; chi vuol passare due giorni a cantare tonari no To-toro Totoroooooo...

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