Tokyo Godfathers

Cosa possono fare tre barboni che trovano un neonato?

Tokyo Godfathers

Gin è un barbone alcolizzato. Hana è un omosessuale estremamente effeminato. Miyuki è una teenager fuggiasca che da sei mesi non torna a casa.
Questi tre barboni vivono insieme creando più o meno un’improbabile e strampalata famiglia, dividendo una baracca in un parco di Tokyo.
La notte di Natale, mentre frugano nella spazzatura, trovano un bimbo in fasce, abbandonato a sé stesso… che fare? Portarlo alla polizia? Tenerlo con sé? Cercare la sua mamma?

La prima cosa che colpisce di questo anime sono i disegni. Essendo del 2001 sembrano quasi arretrati ad un prim’occhio… fino a quando non si vedono in movimento. Le espressioni facciali sono davvero portentose, e i movimenti fluidissimi e diamici. Davvero un ottimo lavoro.
Subito dopo si capisce su cosa punta questo OVA: lo sviluppo dei personaggi. Si parla difatti di gente a cui la vita ha voltato le spalle (o alla quale loro le han voltate): seppur in maniera leggera e spesso comica, si esplorano vari aspetti della miseria e dell’abbandono, e fanno capire che forse la gente che si lamenta tanto al giorno d’oggi dovrebbe imparare a capire cosa sono le cose per le quali piangere davvero.

La storia non è esente da qualche pecca: punta difatti molto sulle coincidenze totalmente casuali, che personalmente trovo sempre un po’ una scusa per far proseguire una storia che non sa come andare avanti. Più e più volte nell’ora e mezzo di film ci si trova i protagonisti che per puro caso si trovano faccia a faccia con un nuovo personaggio-chiave. Va bene ogni tanto, ma quando capita ogni dieci minuti è un po’ troppo…

Detto questo, rimane comunque una buona storia, che potrebbe anche insegnare qualcosa. Purtroppo le musiche non sono al livello dell’animazione, e rimangono abbastanza anonime.

Voto: 8. Qualche pecca, ma anche molti pregi.

Consigliato a: chi vuol ridere un po’ delle disgrazie altrui; chi vuole conoscere dei personaggi davvero validissimi; chi vuol vedere un transessuale con uno sviluppatissimo istinto materno.

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