Shigurui

Di nuovo samurai, ma stavolta molto più sanguinari:

Shigurui

Questo anime inizia in maniera abbastanza curiosa: un reggente sanguinario chiede di far combattere all’ultimo sangue i più valenti combattenti che ci siano. Sul terreno di combattimento si presentano tuttavia un uomo senza un braccio ed uno storpio cieco: nonostante le perplessità, viene tuttavia garantito che sono i migliori samurai che esistano.
Successo questo, ci si trova in un flashback che durerà per tutta la serie. La storia in sé parla di Seigen Irako che si presenta nella scuola di samurai dove è allievo Gennosuke Fujiki (i due personaggi d’inizio serie): riesce in maniera piuttosto rocambolesca a farsi prendere come discepolo con il segreto intento di ereditare l’intera scuola… ma viene scoperto e cacciato, e la sua vendettà calerà implacabile!

Diciamo subito che questo è un anime indicato ad un pubblico adulto. La violenza è tanta, cruda, spesso gratuita e molto splatter: ci sono inoltre innumerevoli scene di nudo (la maggior parte assolutamente non necessarie) e alcune scene di sesso. Questo di per sé non mi darebbe nessun fastidio, se non fosse che -come detto- i nudi sono davvero gratuiti, e la violenza è mal realizzata. Alcuni combattimenti sono difatti abbastanza carini, ma la resa grafica è davvero povera. Per motivi inspiegabili, infatti, l’unica cosa che è stata realizzata con la CG in Shigurui sono le budella, e sono state fatte decisamente malissimo; anche il sangue, quando sgorga (quindi spesso), non è per nulla naturale e risulta poco credibile.
La parte musicale è praticamente assente: non esistono in pratica sigle iniziali o finali, e la musica durante le puntate si limita a qualche strimpellata di strumenti tradizionali giapponesi. Non valutabile.

Il vero problema, secondo me, sta tuttavia in un altro punto: la lentezza di questa serie. Le puntate si trascinano in maniera lamentosa e insopportabile, con inquadrature dalla durata inimmaginabile e di un’utilità pari a quella di una bicicletta in fondo al mare. Quel che viene raccontato potrebbe esser detto nella metà delle puntate, e ci sarebbe ancora spazio per un bel po’ di filler… il ritmo è davvero oltre ogni concezione di lentezza, e questo lo rende di una pesantezza unica.

Va inoltre sottolineato che i produttori si sono forse dimenticati la puntata finale: la storia semplicemente non finisce, il quesito iniziale non viene risolto e dopo l’ultima puntata si rimane a guardare lo schermo pensando “eh?”. Pessima, pessima, pessima mossa.

Cosa si salva, quindi? Qualche pezzo di puntata qua e là risultava carino, ed ogni tanto qualche spunto interessante c’era. Purtroppo, però, non c’è molto altro da vedere.

Voto: 3. Davvero disastroso, sotto molti punti di vista.

Consigliato a: chi è un fanatico assoluto di samurai; chi ama le serie con una lentezza diabolicamente elevata; chi si sente animato dal dovere di vedere qualsiasi puttanata che si trovi in giro.

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4 thoughts on “Shigurui

  1. Sono molto sorpreso del pessimo voto preso in questa recensione.

    In effetti questa è la serie più bella che abbia mai visto, sarà che già di mio sono molto affascinato del medioevo giapponese, trovo che questa serie riesce a trasportare chi la vede in quel mondo fantastico con tutta la sua poesia e crudeltà.

    voto 10

    1. Beh, chiaramente si tratta sempre di punti di vista, e i gusti possono differire di moltissimo: io l’ho trovata davvero terribile, ma ho anche sentito gente che l’aveva apprezzata. L’idea di base è buona, e come dici tu l’ambientazione è affascinante: per me, però, è l’intero funzionamento della storia che risulta lento, noioso e lacunoso.
      Son comunque felice che a te sia piaciuta: almeno uno di noi due si è goduto il tempo passato a guardare Shigurui 😀

  2. comincia con il mettere un “secondo me”. Sarai abituato a qualche anime scolaresco dai dialoghi avvincenti e dalle musiche “poppeggianti”. A mio parere questo capolavoro presenta un innovativa presenza di inquadrature che esaltano il valore delle scene, queste riescono a far capire la vera natura del samurai, e non dell’eroe, qui stiamo parlando di assassini! la parentesi iniziale è del tutto indifferente alla trama (un idea geniale secondo la mia opinione). La storia parla di un dojo! il dojo alla fine tra lacrime e grida, viene chiuso! questa è la storia, il resto sono scelte dell’autore! per quanto possa interessare, il mio voto è 9!

    1. Sorvolando su quelle che possano essere le mie preferenze di anime (che in genere, comunque, si svolgono ben lontani dalle high school), preciserei innanzitutto che il “secondo me” è sottinteso in qualsiasi articolo da me scritto: in fin dei conti, i gusti sono personali e quindi ciò che per me è brutto può esser bello per altri, e viceversa.

      Detto questo, definire “assassini” i samurai è abbastanza riduttivo: a parte ciò, non è certo l’aspetto crudo della vicenda ad avermi deluso. Una delle poche cose imho ben realizzate era difatti il legame tra i vari samurai (che ogni tanto andava anche… un po’ oltre, diciamo), che corrisponde a quanto effettivamente accadeva. Anche nelle rappresentazioni tradizionali, tuttavia, un minimo di ritmo è necessario per non perdere il filo della questione, e per me in questo caso ciò è assente. La parentesi iniziale nell’anime non arriva a collegarsi alla storia (nel manga sì), ma crea (o almeno, in me ha creato) delle aspettative che poi non vengono soddisfatte.

      Ciononostante ti ringrazio per il tuo commento: è sempre interessante potersi confrontare anche con i pareri diametralmente opposti, per poter vedere le cose con gli occhi di qualcun altro.
      Mi permetto di consigliarti due lavori: per quanto riguarda lo stile tradizionale prova a dare un’occhiata a “Ayakashi – Classic Japanese Horror” (quello del 2006, non quello del 2009); per una storia di samurai, forse più romanzata ma non per questo meno struggente, ti consiglierei “Rurouni Kenshin: Reminescence”, OVA prequel della lunga serie di 95 puntate.

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