Afro Samurai

Dedicato a chi apprezza un disegno un po’ più occidentalizzato:

Afro Samurai

Afro Samurai ha una storia molto semplice e lineare: nei cinque OVA che lo compongono si assiste alla vendetta di Afro (viene chiamato così e in nessun altro modo…), in caccia dell’assassino che uccise suo padre davanti ai suoi occhi di bambino. Questo accadde poiché il padre era il depositario della fascia che determina il più abile spadaccino del mondo: lo scopo di Afro è recuperare tale oggetto dal freddo cadavere di tale omicida.

La storia si sviluppa quindi senza grandi colpi di scena, parlando di vendetta e di cosa si possa sacrificare per inseguirla. La violenza è tanta, il sangue che scorre è massiccio ed è pertanto parecchio sconsigliato ad un pubblico più giovane o impressionabile: i combattimenti sono spesso spettacolari anche se forse un po’ troppo visivamente caotici.

Lo stile dell’animazione si avvicina molto ad un taglio più occidentale dell’anime: l’occhio d’attenzione al mercato americano è anche denotabile dal fatto che il doppiatore in inglese è Samuel Lee Jackson – non proprio l’ultimo degli arrivati.

A titolo puramente personale ritengo che la serie avrebbe potuto esser dilungata lievemente, per farne 10 o 12 episodi: alcuni avvenimenti vengono difatti visti en passant e nella parte centrale si nota la fretta di far procedere la storia, elminiando personaggi che sembravano centrali in trenta secondi. In tale fase anche i combattimenti ne risentono un po’, per poi fortunatamente riprendersi nel finale.

Una cosa che mi ha invece interessato è il mix che è stato fatto tra l’ambientazione da antico giappone e la tecnologia che crea curiosi anacronismi: tipiche taverne con impianto stereo (che emette ovviamente musica hip-hop), samurai col cellulare, zoccoli tradizionali con l’ammortizzatore ad aria,… sono idee originali che sono state amalgamate bene con l’ambiente generale.

Voto: 7.5. Un anime per adulti, che lascia moderatamente soddisfatti se si è in cerca di un po’ d’azione senza molto altro dietro.

Consigliato a: chi apprezza i samurai; chi vuole un po’ di gore; chi vuole vedere il compagno di viaggio di Afro, che è totalmente idiota e assolutamente ilare.

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