Venus Versus Virus

Di mostri, pistole e mazzate:

Venus Versus Virus

In questo anime, Sumire e Lucia sono delle cacciatrici di Virus. Essi sono degli esseri aberranti che abitano il nostro mondo, ma che solo pochi possono vedere: tali mostri sanno riconoscere chi li vede, e quando se ne accorgono tentano di divorare il malcapitato.
Lucia è molto atletica, abile con le pistole (caricate con del vaccino, ovviamente) e con i pugnali: Sumire è invece impacciata e timida, ma se viene colpita da vaccino diventa un berserker inarrestabile, potentissimo ed incapace di distinguere amici da nemici.

La storia sembra banale e abbastanza ripetitiva, ed infatti i primi episodi sono molto ripetitivi e parecchio noiosi: arrivato alla quarta o quinta puntata, stavo seriamente pensando di abbandonare.
Quando si esaurisce la serie di puntate-filler la storia riesce tuttavia a diventare un po’ più interessante: non dico che sia un capolavoro d’arte drammatica, ma c’è una certa trama e, soprattutto nelle ultime puntate i colpi di scena si susseguono ad un buon ritmo. Il finale vero e proprio è per me abbastanza deludente, ma non è terribile.
Si possono purtroppo notare qui e là molteplici buchi nella stesura della sceneggiatura. Arrivato alla fine mi sono ritrovato un po’ di amaro in bocca per alcune cose che non sono state ben esplicate, come ad esempio l’occhio d’oro di Lucia: ne si intuisce il potere, ma non vien mai approfondito in alcun modo – e da dire ce ne sarebbe molto.
Inoltre, i personaggi più di una volta si comportano come se avessero un QI di 15: cercano qualcuno girando per tutta la città anziché usare un telefono (e loro sapevano che la persona in questione aveva un cellulare con sé); tengono nascoste le informazioni ai propri alleati senza alcun motivo particolare; non riescono a fare ragionamenti di un semplicità disarmante, eccetera. È un peccato, perché sono cose che stonano veramente con il resto dell’anime e lasciano davvero perplessi.

I disegni sono un po’ carenti, per essere una serie del 2007: non sono brutti, ma non si riesce ad intravedere nulla di particolare. I combattimenti non sono nulla di eccezionale; simpatici ma non meravigliosi. La musica è un altro punto che mi ha lasciato un po’ perplesso, partendo dalla sigla iniziale che proprio non mi è piaciuta sino alla musica durante la serie, anonima e piatta.

Voto: 6.5. È carino, ma avrebbero potuto rifinirlo meglio per fare un prodotto di maggiore qualità.

Consigliato a: chi adora le tsundere e i personaggi impacciati; chi vuol vedere una bella ragazza sparare come un cecchino; chi vuol vedere la doll più affamata di cioccolato del mondo.

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