Mezzo Danger Service Agency

Volete vivere abbastanza da arrivare a mangiare la vostra cena? Non confrontatevi con

Mezzo Danger Service Agency

La storia, è semplice. In un vicino futuro Mikura, Harada e Kurokawa sono tre amici/colleghi che gestiscono la DSA, la Danger Service Agency, che ha sede in un vecchio bus inglese posteggiato in cima ad un palazzo. La loro specializzazione è quella nei lavori pericolosi di ogni genere. Questo riassume tutte le informazioni necessarie per capire di cosa si parlerà… missioni pericolose, pallottole vaganti, calcioni rotanti e vetture che si schiantano qua e là.

Messa così, questa serie composta da un film e 13 seguenti puntate (gira voce che il film sia hentai… balle, ci sono unicamente due scene di nudo e stop) sembra decisamente banale, ma in questo caso ho trovato quel qualcosa in più.
Questo “qualcosa in più” è composto dai personaggi: nonostante ci sia poco tempo per sviluppare i personaggi (ed in effetti si scopre un po’ del loro passato, ma null’altro), la caratterizzazione è davvero molto ben fatta. Non ci si poteva aspettare di meno da coloro che hanno fatto Elfen Lied e Genshiken…

I tre personaggi principali sono geniali, e sin da subito si rimane affascinati dai loro forti caratteri (soprattutto di Mikura, che ritiene che far saltare in aria una cosa sia il modo migliore per gestirla, e di Kurokawa, che ha mille piccole fissazioni e abitudini che lo caratterizzano). Gli altri personaggi che orbitano attorno alla DSA sono forse meno inquadrati, ma non per questo meno interessanti: è difatti da notare il bellissimo rapporto di affari/amicizia/odio/rivalità con il barbiere capo-gang del piano di sotto, che secondo me è un personaggio meraviglioso che farebbe un figurone in qualsiasi serie.

La trama purtroppo non è però all’altezza dei personaggi: la quasi totalità delle puntate tratta casi singoli che si aprono e si chiudono in venti minuti, e solo le ultime due o tre puntate sono realmente connesse da loro da un filo di narrazione. Considerando il grande sforzo effettuato nel realizzare l’ambientazione e i protagonisti, trovo questo un grosso spreco.

Inoltre, dal punto di vista tecnico questa serie, essendo stata realizzata nel 2004, risulta un pochino carente. I disegni sono ok e le animazioni dei combattimenti sono estremamente fluide e adrenaliniche, ma al di fuori di esse forse avrebbero potuto sforzarsi un minimo di più. Anche la musica, a parte l’energizzante sigla iniziale, passa un po’ inosservata: peccato.

Insomma, Mezzo Danger Service Agency è una piccola gemma che forse non moltissimi conoscono, ma che secondo me vale davvero la pena di esser vista anche solo per conoscere i personaggi che la popolano. Il finale lascia le porte spalancate per un sequel, nel quale spero MOLTO vivamente: date a Mikura una buona trama, e ci si farà strada a calci affascinando tutti noi che seguiremo le sue avventure.

Un ultimo punto, per coloro che capiscono un minimominimo di giapponese: date un orecchio alle parole di Kurokawa, perché sono da morire. Praticamente ogni sua frase è un gioco di parole, un’assonanza, una rima, un proverbio. Purtroppo non può esser reso né in traduzione né in sottotitolo, quindi affinate l’udito alla nipponica lingua!

Voto: 8. Davvero godibile e spensierato. Avrebbe dovuto esser affinato un po’ di più, ma vabbé.

Consigliato a: chi cerca un po’ di sana azione; chi ama vedere belle donne fare salti mortali e prendere a calci i cattivi; chi prova solidarietà per gli uomini di mezza età con stempiature incipienti.

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