Higurashi No Naku Koro Ni Kai

…e dopo la serie dei misteri, ecco quella delle risposte.

Higurashi No Naku Koro Ni Kai

Questa è la seconda serie che viene dopo quella delle bambine splatter, e cioé Higurashi No Naku Koro Ni. La prima serie lascia molti punti di domanda, molti misteri volutamente insoluti, e la conclusione lascia la porta spalancata ad un ulteriore sviluppo. Ebbene, allo studio DEEN ci hanno pensato ed hanno prodotto questa nuova serie, che da una risposta ai milioni di domande che sono comparsi vedendo la prima serie.

Ci si ritrova di nuovo ad Hinamizawa, e il gruppo di amici è di nuovo lo stesso: il rischio di ulteriori massacri non è per nulla scongiurato. Tuttavia, ricollegandosi all’ultima puntata della prima serie, qualcosa sembra cambiare in questo ciclo infinito… il destino sembra che possa essere sconfitto. Hinamizawa forse non è condannata a venir distrutta in ripetizione per tutta l’eternità.

Sulla trama non si può svelare proprio nulla perché rovinerebbe totalmente la visione di questo sequel che così poco ha in comune con la sua prima parte: se difatti nella prima serie vediamo la psicosi, il massacro e la disperazione, in questa seconda parte ci confrontiamo con la voglia di sopravvivere, la speranza, l’amicizia.
Questo non porta ad un ambiente puccioso simpaticoso allegroso (anche se qua e là c’è qualche battuta, che in mezzo a tutta la serietà spicca ancor di più), ma il mood è moderatamente diverso. Anche la struttura stessa degli episodi (sono solo tre, contro i sei della serie iniziale) fa capire che in questo caso ci sono meno storie e meno diverse Hinamizawa, ma ben più approfondite.

Dal punto di vista artistico, ci troviamo agli stessi livelli della prima serie: c’è meno sangue (proprio in virtù del cambio di tono) ma le scene d’azione son ben fatte, e la canzone d’apertura è molto gradevole. Non rimarrà tuttavia in mente per la sua realizzazione tecnica.

A HNNKNK si può rimproverare ogni tanto la lentezza degli avvenimenti, che in un paio di casi avrebbero potuto esser eseguiti più velocemente: inoltre, nonostante questa serie riesce a rispondere con coerenza al 90% delle domande che sorgono con i primi 24 episodi, un paio di risposte rimangono comunque un pochino dubbiose. Non dico campate in aria… ma un minimo traballanti.

C’è inoltre un’altra cosa che, in retrospettiva, colpisce: man mano che si naviga in mezzo agli episodi di Kai, si vede come durante la realizzazione della prima serie avessero già in mente il plot per la seconda. Molte cose che erano difatti passate inosservate in un primo momento ritornano come punti importanti, facendo affiorare lampi di memoria al pensiero di “è vero, era così!”. Ho trovato questo molto apprezzabile, essendo segno di uno sforzo non indifferente da parte degli autori di mantenere coerenza in una serie così complessa.

In definitiva, chiunque abbia visto ed apprezzato la prima serie dovrebbe vedere anche questa. È un buon lavoro che conclude quando lasciato in sospeso con il primo capitolo.

Voto: 8.5. Ero tentato di dare qualcosina in più, ma non mi pareva giusto fargli superare il suo predecessore… da una parte la paranoia, dall’altra la speranza. Due facce della stessa medaglia, in questo caso.

Consigliato a: chi non ne ha avuto ancora abbastanza delle bambine splatter; chi vuol segure una storia molto articolata, ma ben orchestrata; chi vuol vedere una dea reincarnata che fa haww haww haww ogni volta che viene interpellata.

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