Great Teacher Onizuka

Dieci anni di tempo fanno invecchiare la comicità?

Great Teacher Onizuka

Onizuka Eikichi è un ex-capo di una delle più grandi gang del Giappone che, raggiunta la maggiore età, ha deciso di mettere la testa a posto e diventare un insegnante… non da ultimo, per rimanere in compagnia di belle liceali da circuire!

Inutile dire che i piani non vanno esattamente come lui si aspetta: le classi a lui assegnate sono davvero terribili, e gli allievi fanno di tutto per mandarlo via. Essendo un uomo vissuto sulla strada, tuttavia, non si fa certo scoraggiare da tutto ciò e passa al contrattacco, per riuscire a vincere la fiducia dei suoi studenti e, in fin dei conti, facendo i loro stessi interessi e aiutandoli a crescere.

Con una trama così semplice, la domanda sorge spontanea: GTO riesce ad intrattenere lo spettatore per tutte le 43 puntate della sua durata? Riesce ad evitare di diventare ripetitivo e banale? La risposta è sì, di gran lunga.

Il personaggio di Onizuka è uno dei migliori che la produzione giapponese abbia mai partorito: è uno di quei personaggi che rimangono nella memoria di chiunque come Alucard, Motoko Kusanagi o Kenshiro. Regge la scena in maniera spettacolare, fa SPANCIARE dal ridere ed è originalissimo.
Per quanto la storia sembri banale, i produttori sono riusciti a non cadere quasi mai nel ripetitivo: sebbene spesso lo scopo sia lo stesso (buttar fuori Onizuka dalla scuola) le vie sono sempre diverse, e le soluzioni del docente ancora più pazzesche. Proprio qui sta uno dei maggiori punti di forza di GTO: l’originalità delle trovate del suo assurdo protagonista è senza precedenti, quando ci si dice “dai, non può arrivare a tanto” lui supera tale limite agilmente lasciando tutti a bocca aperta (e con i crampi allo stomaco per le idiozie che ne derivano).
Ci sono anche un bel po’ di momenti di riflessione, dove traspare che un messaggio positivo viene messo in questa serie: durano però in genere poco più di un minuto, e poi si ritorna ad idiozie di dimensioni epiche.

Non vanno inoltre dimenticati i comprimari, e cioé gli alunni della classe che Onizuka ha in gestione: per quanto essi siano delle carogne infami, il loro sviluppo è ben fatto e rimangono fedeli a sé stessi. Nonostante pian piano Eikichi riesca a guadagnare la loro fiducia, non perdono i loro tratti caratteristici: i bastardi rimangono bastardi, i crudeli rimangono crudeli, gli intelligenti rimangono intelligenti e le vittime rimangono vittime. Cambia però il contesto, evitando quindi il senso di noia che personaggi troppo statici potrebbero creare.

Nel comparto tecnico, la parte grafica è ciò che nel 1999 poteva essere definita la “classica” grafica da anime comico: le espressioni corrugate e l’aspetto dei personaggi è nella norma, ma GTO ha qualcosa in più. La voce di Onizuka stesso.
Vorrei difatti stringere la mano a chi ha prestato la sua voce a Eikichi: già solo il suo tono di voce fa vorticare dal ridere anche quando dice “buongiorno”.
Il lato musicale è abbastanza anonimo, con l’eccezione delle ottime aperture e chiusure.

A voler trovare per forza dei punti negativi in questo anime, si potrebbe dire che ogni tanto la scusa che “un docente ci ha abbandonati e quindi io li odio tutti” viene un po’ sovrautilizzata, e risulta un po’ stantìa dopo un po’: in ogni caso, nulla di grave.

In definitiva, GTO è un vero pezzo di storia che non può essere tralasciato da chi ama il divertimento Made in Japan: è una delle cose più divertenti che io abbia visto negli ultimi anni.

Voto: 9. Davvero spassosissimo, fa schiantare dal ridere.

Consigliato a: chi vuole ridere; chi vuole ridere TANTO; chiunque voglia vedere un povero vicedirettore di scuole medie ululare OONIZUUUKAAAAAAAAA dieci volte a puntata.

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