Bakumatsu Kikansetsu Irohanihoheto

Un anime storicamente accurato sul Giappone del tempo che fu.

Bakumatsu Kikansetsu Irohanihoheto

La storia si piazza alla fine della Edo Era, quando la vecchia Edo iniziò a chiamarsi Tokio.
Molte storie s’incrociano: principalmente si seguono le vicende di Akidzuki, l’assassino eterno che deve sconfiggere la “Lord’s Head”, un’entità maligna appartenuta ad un traditore del passato che garantisce enorme potere ma indicibile sete di sangue a chi vien posseduto da essa.
Nel contempo la persona che ne è attualmente in possesso è anche mira dei desideri di vendetta di una banda di attori, ai quali ha rovinato la vita ed ucciso persone care. Intuile dire che il gruppo trova una certa comunione d’intenti ed inizia a lavorare insieme…

Partiamo dal comparto tecnico. Per essere del 2006, il disegno è nella norma: niente di speciale, niente di clamoroso, ma niente di terribile. Grande pregio invece alla colonna sonora, ben studiata e molto piacevole: le filastrocche, le canzoni tradizionali e la musica attuale sono ben mescolate creando un insieme estremamente apprezzabile.

Colpisce inoltre l’accuratezza storica di questa serie: praticamente tutti i personaggi citati sono realmente esistiti, hanno le fattezze giuste, si comportano come si sono realmente comportati e muoiono anche più o meno concordi a ciò che è realmente successo. Riucire a coordinare la storia reale e la trama che si vuol raccontare è davvero difficile, dato che le cose sono giuste sin nei minimi dettagli.

Dove è allora che questa serie trova i suoi difetti? Nella trama principale.
Ci si ritrova con un background spettacolare (è quello reale… secoli di guerre, alleanze e tradimenti danno possibilità quasi infinite), dei personaggi molto ben strutturati, il gruppo teatrale che è piacere da guardare… ed ogni volta che accade qualcosa relativo alla Lord’s Head, cascano le palle. Tale lato della storia è confusionario, poco interessante, infastidisce il normale svolgimento di tutto ciò che di storico c’è.
Nella parte centrale, difatti, tale problema si sente molto meno e poiché la Lord’s Head sparisce quasi dalla narrazione: in tali condizioni, la storia è molto bella e i personaggi davvero gradevoli. All’inizio e alla fine, invece, sta testazza rompe le palle ovunque con superpoteri fuori posto e cazzate a raffica davvero fastidiose.

Va inoltre detto che per noi europei seguire la storia, all’inizio, è davvero difficile: ci si ritrova con una marea di date, nomi e luoghi che sicuramente per i giapponesi sono conosciuti poiché programma di storia a scuola, ma che ci confondono e ci incasinano la narrazione già carente all’inizio.

Davvero un peccato. Un peccato perché avrebbe potuto essere un’ottima serie storica con una trama intrigante (la vendetta, l’inseguimento, i tradimenti, la politica) ed invece è stato tutto buttato via per infilarci un assassino eterno che fa la figura del pirla tutto il tempo, e un testone sovrannaturale che poteva esser tranquillamente tralasciato.

Voto: 6.5. Peccato. Peccato. Peccato.

Consigliato a: chi vuole imparare un po’ di storia giapponese; chi riesce a scindere le varie trame, seguendo quelle interessanti e mollando quelle stupide; chi vuole imparare una bella filastrocca per bambini.

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