Kamisama Kazoku

Ecco che succede quando una famiglia di dei si mette a vivere in mezzo agli umani:

Kamisama Kazoku

Samatarou è il figlio di un Dio, e assieme alla sua divina famiglia si trova sulla terra per imparare a vivere in mezzo agli umani, e per poter diventare un buon Dio in futuro. È protetto da Tenka, una ragazza che è in realtà un angelo e che è cresciuta assieme a lui.
Il figlio è chiaramente viziato dal padre, che realizza ogni suo desiderio (anche inappropriato), e tocca a Tenka tenerlo sulla retta via… fino a quando qualcosa non cambia, e Samatarou decide di iniziare ad arrangiarsi, rinunciando agli aiuti di babbo.

Ho guardato questa serie perché, nonostante fosse un’altra commedia d’amore, mi era stata segnalata come altamente divertente. Inoltre, il concetto stesso della serie porta a infinite interpretazioni e possibili gag: ho deciso di dare una possibilità alla famiglia divina.
Devo dire di esser rimasto alquanto deluso. Dal punto di vista comico le battute si concentrano al 95% sul lato ecchi dell’humor, con i vari parenti a turno che mettono in condizioni stupidamente imbarazzanti Samatarou. Ogni occasione è buona per uno sballonzolar di tette o per donne a caso alle quali succedono varie e maniacali cose. L’utilizzo del “fattore divinità” viene fatto molto marginalmente, e in maniera poco accattivante: con le mille situazioni spassose che si potevano creare, vanno a ripigliare solo le più abusate e noiose.
Sotto l’ottica affettiva, inoltre, i sentimenti risultano telefonati e banali: la dinamica della storia si capisce sin dal primo momento, e tutti i più tremendi cliché vengono utilizzati con grande sfoggio di frasi fatte ad ogni occasione in cui si tenta di andare nel serio/sentimentale.

L’unico punto che piega verso il positivo è un sotto-arco narrativo più o meno alla metà di questa serie composta da 13 puntate: con l’introduzione di un personaggio misterioso, le cose sembrano diventare interessanti, e infatti ero già pronto a scrivere “lasciate stare le prime quattro puntate, il resto va”: purtroppo, tempo un paio di episodi e la situazione ricade nell’imbarazzante banalità di cui sopra.

In definitiva, una serie da guardare se siete appassionati del genere, non ne avete visti troppi e non ne avete ancora fin sopra la testa di storie-fotocopia.

Voto: 5. Viene tenuto quasi a galla solo dalle tre puntate centrali, moderatamente interessanti.

Consigliato a: chi vuol vedere una love-story da manuale, per un anime; chi si chiede come possano un Dio ed un angelo amarsi; chi vuol vedere un porcellino-salvadanaio-arcangelo volante che mangia monete e sputa foglietti.

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