Welcome to the NHK!

Un anime divertente sulle miserie della vita?
Welcome to the NHK!

La storia inizia in maniera abbastanza semplice. Tatsuhiro è un hikikomori, o NEET (No Employement, Education or Training) che da quattro anni non esce di casa e vive in uno stato pseudo-vegetativo. Un giorno suona alla sua porta Misaki, una sconosciuta che decide di curarlo dal suo stato. Da lì è un continuo tentativo di uscire dalla sua condizione, tra successi e fallimenti. Ma forse non è l’unico ad avere bisogno di aiuto…

Questa è una serie abbastanza insolita, perché parla di buona parte delle “malattie della società moderna”. Isolamento, abbandono, dipendenza dalla rete, agorafobia, solitudine, disperazione, senso d’impotenza… ce n’è per tutti, e sicuramente qualsiasi persona che guardi questa serie si riconoscerà almeno parzialmente in qualcuno dei personaggi.

Va inoltre detto che, nonostante gli argomenti siano decisamente seri e ci sia qualche momento di scoramento e tristezza, la serie mantiene un tono allegro e scanzonato praticamente per tutta la sua lunghezza, aiutando non poco ad alleggerire il mood del tutto.

Uno dei pregi di questo anime è l’emotività che viene trasmessa agli spettatori: i personaggi possono essere apprezzati o no (per motivi a me stesso sconosciuti, mi sono ritrovato ad odiare visceralmente Misaki…), ma in ogni caso provocano una reazione abbastanza forte, mettendo a nudo le loro debolezze ed i loro limiti.

Purtroppo Welcome to the NHK non è esente dai difetti. Sin dalle prime puntate salta subito all’occhio che chi ha creato la serie non ha mai avuto i problemi di cui parla: è comprensibile che ci voglia una certa forzatura per far decollare il processo narrativo (se Tatsuhiro non aprisse la porta o se non si presentasse all’appuntamento, come sarebbe lecito aspettarsi data la sua condizione, non ci sarebbe nulla da raccontare e questo anime non esisterebbe!), ma purtroppo capita troppo spesso che i vari personaggi si comportino troppo da “persone normali”, e manca loro tutta una varia gamma di piccole maniacalità e difetti ampliamente riscontrabili in chi tali problemi li ha davvero.
Inoltre, sembra che i produttori abbiano voluto dare un’infarinatura sulle varie piaghe sociali senza entrare troppo nel merito: non vanno a scavare fino in fondo alle radici della questione, analizzandone solo la superficie. Questo può essere capitato anche perché si voleva fare una serie divertente, ma dato che l’argomento è davvero interessante e di attualità avrei gradito una maggior introspezione nelle dinamiche, nelle cause e nelle condizioni di certe malattie (perché, in fin dei conti, tali diventano).

Questo non toglie che la serie sia godibilissima e faccia comunque alcuni ragionamenti molto azzeccati; forse, però, avrebbero potuto scavare meglio per dare un prodotto che risulti, oltre che divertente, un minimo utile a chi in condizioni simili ci si ritrova.

Degna di nota infine la colonna sonora, ben curata e con canzoni simpatiche al suo interno: un piacere da ascoltare.

Voto: 7.5. Intrattiene e diverte, ma si poteva fare qualcosina in più.

Consigliato a: chi è asociale/otaku/nerd/sfigato/…; chi si diverte a ridere delle disgrazie altrui; chi vuol cantare purupurupururin, purupurupururin a ripetizione.

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