Bokurano

Piloti di robottoni solo per una volta?

Bokurano

Quindici ragazzi, durante un campo estivo, entrano in una grotta e scoprono un uomo che vive lì. Costui li sfida ad un nuovo videogioco: loro controlleranno un gigantesco robot, e dovranno sconfiggere quindici nemici.
Dopo aver accettato, si ritrovano in un robot titanico (500 metri!), guidato da quest’uomo, a combattere contro un altro mostro simile… e vincono.
Dopo tale combattimento, però, si rendono conto dei disastri umanitari che un ammasso di metallo di metallo alto mezzo chilometro può creare semplicemente cadendo a terra… ma ben presto scoprono di non aver scelta e dover combattere, poiché il destino della terra (come sempre) è in gioco!
Purtroppo si rendono conto sin dal primo combattimento che il pilota, una volta finito il combattimento, ci rimane secco… come faranno a liberarsi da tale infausto destino?

La trama iniziale di Bokurano è interessante, e approccia in un modo diverso le solite battaglie di robottoni: in questo caso, anziché gareggiare per salvare il mondo, i protagonisti tentano di evitarlo con tutte le forze per ovvi motivi.
Detto questo, bisogna elencare i molteplici difetti di questa serie. In primis i personaggi. Sembra che nella prima parte si sia fatto di tutto per renderli odiosi, e nella seconda parte ci si sia sforzati per renderli più simpatici e umani. Peccato che siano riusciti benissimo nel primo pezzo, fallendo nel secondo: questo porta la quasi totalità dei protagonisti (e non son pochi!) ad essere odiosi, antipatici, inutili o, nel migliore dei casi, appena simpatici. La mancanza di empatia è sempre un turnoff per qualsiasi serie. L’aspetto psicologico del gruppo è inoltre trascurato, proprio qui dove potrebbe esser ben sviluppato grazie alle particolari condizioni che la storia pone: ci si trova invece soltanto a pseudo-analisi caratteriali singole (prevedibilissime) che poco o nulla lasciano.
La trama, inoltre, si sviluppa a singhiozzi e in maniera convulsa: si hanno puntate di pseudo-filler ovunque per poi ritrovarsi in una puntata ad avere un completo cambio di fronte, per poi tornare a qualche puntata in cui non accade nulla di rilevante. Irritante.
Quelli che dovrebbero essere colpi di scena, inoltre, risultano spoilerati dall’anime stesso: dedicano puntate a colpi di scena e spiegazioni su cose che anche una roccia oramai avrebbe capito, rendendo solo tedioso l’intero siparietto.
Infine, i combattimenti tra i robot sono lenti e legnosi: capisco che non potevano fare dei giganti di 500 metri agili come cavallette, ma vedere due behemoth che si pigliano a ceffoni stando pressoché immobili non è un granché…

In definitiva, è stata una serie che mi ha deluso. Aveva degli inizi modesti ed è andata peggiorando, perdendosi ancora peggio nel finale: hanno fatto il madornale errore di annacquare le scene finali con flashback di intere puntate, rendendo il tutto ancora più noioso.

Si salva appieno soltanto la sigla iniziale, davvero bella.

Voto: 5. Non ci siamo, non intrattiene.

Consigliato a: chi vuol vedere bambini che muoiono; chi vuol seguire una storia confusa, ma dall’idea originale; chi vuol veder danzare un gigante sulle case.

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