Claymore

Vediamo se il best of 2007 di anime-source mantiene le promesse…

Claymore

Ci troviamo in un’epoca medioevale, oscura e sanguinaria. Gli yoma sono dei mostri (demoni?) che possono assumere le sembianze di qualsiasi essere umano, e si nutrono esclusivamente di interiora umane: sono impossibili da riconoscere per chiunque, tranne che per le Claymore.
Queste donne sono difatti metà umano e metà yoma, e grazie a ciò possono percepire la presenza di tali mostri e combatterli ad armi pari: possono difatti attingere alle smisurate forze degli yoma… a sacrificio della propria umanità. Lasciarsi andare in maniera eccessiva a tali forze porta infatti le claymore a trasformarsi esse stesse in mostri senza alcuna capacità di ritorno ad una vita umana.

In questo anime si seguono le vicende di Claire, una claymore che si mette in viaggio con Raki, un ragazzino che ha perso la sua famiglia, e del suo viaggio verso la vendetta contro l’Essere Risvegliato che ha ucciso la sua quasi-madre, Teresa.

La trama è di principio semplice, anche se va complicandosi con il passare delle puntate: di molte cose si fa però solo accenno, e quindi rimangono un po’ in penombra.
Il punto principale di questa serie sono i combattimenti e l’intensa violenza mostrata: arti mozzati e sbudellamenti sono all’ordine del giorno, e i mostri hanno una particolare predilezione per la tortura e per la crudeltà. Tutto questo, unito ad un disegno indirizzato ad un’utenza forse un po’ più adulta, mi lascerebbe consigliare questa serie solo dai 16 anni in poi.
Le lotte sono comunque molto intense e apprezzabili: anche se le mosse possono risultare ripetitive, in ogni combattimento i contendenti sono spinti al loro limite (e, talvolta, anche oltre), il che fa accrescere notevolmente l’interesse per gli stessi: inoltre, la spada di Damocle rappresentata dall’instabilità del loro potere rende sempre affascinante il vedere fino a che punto riescono a spingersi senza cedere al potere.

Purtroppo questo anime, di ottima produzione e con un solido background, ha un grandissimo difetto: non finisce. Il termine della prima serie porta alla fine di un ciclo narrativo e all’inizio di un altro, che sarà presumibilmente la seconda serie: come già detto in altre occasioni, personalmente detesto i “to be continued” perché mi lasciano un senso di incompletezza che detesto. Bisogna dire che qualche risposta viene data, anche se sono solo dettagli minori: tutti i pezzi principali della scacchiera sono ancora schierati e pronti all’azione.

La seconda serie (che, mi auguro, uscirà quanto prima: son davvero curioso) potrebbe essere un potenziale capolavoro: le premesse date da questa prima serie sono ottime per sviluppare una storia veramente eccezionale che, se unita con il livello grafico già ottenuto sinora, potrebbe portare ad una vera bomba. Purtroppo questa prima serie da sola non riesce a reggersi in piedi, e ne paga il prezzo. È un buon prodotto, ma per me non è “best of 2007”.

Voto: 8. Speriamo nella seconda serie.

Consigliato a: chi non si infastidisce con le non-fini; chi apprezza il gore; chi si diverte a vedere arti che volano da tutte le parti.

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