Code Geass: Lelouch of Rebellion

Ancora robottoni… ci starò mica facendo l’abitudine?

Code Geass: Lelouch of Rebellion

Questa serie comincia con una premessa. Nel 2010 il Regno di Britannia, che regna su un terzo del pianeta, combatte una guerra contro il Giappone, obliterandolo completamente grazie ai Knightmares, dei robottoni che i giapponesi non hanno, fatto che li porta alla disfatta.
Questo comporta molte gravi ripercussioni: i giapponesi vedono strappato il loro onore, la loro terra e anche il loro nome: il Giappone smette di chiamarsi così, e diventa “Zona 11”. I suoi abitanti non sono più giapponesi ma “undicesimi”, e sono trattati con razzismo e discriminazione da parte degli aristocratici britannici che governano.

In uno degli ennesimi atti di violenza pseudo-gratuita da parte del governo contro la Resistenza, Lelouch -un ragazzo estremamente intelligente, e dotatissimo a scacchi- rimane suo malgrado coinvolto e rischia la vita, sino a che una misteriosa ragazza (alla quale avevano appena sparato in fronte…) fa un contratto con lui, concedendogli un grande potere… il potere di donare ordini assoluti, che nessuno può contrastare in alcun modo.
Da qui, e dal grande odio che Lelouch prova verso il re di Britannia (suo vero padre) a causa della morte di sua madre, la resistenza acquista un nuovo leader, apparentemente uno stratega imbattibile… Zero.

Va subito detto che la serie parte in quarta senza attender nulla: sin dalle primissime puntate ci si trova in un ambiente denso di avvenimenti, dove si percepisce che ad ogni momento qualcosa d’importante per la trama potrebbe succedere. Non passa difatti episodio senza che un sostanziale cambiamento o colpo di scena appaia, tenendo letteralmente con il fiato sospeso chi segue. Questo si protrae per un’ottima dozzina di episodi, in cui si assiste all’ascesa di Zero da nullità a comandante delle forze di Resistenza, oltre al suo spirito tattico.
Si ha difatti l’impressione di avere sott’occhio un anti-eroe molto simile a Yagami Light di Death Note, un manipolatore che riesce a superare l’intelligenza dei suoi avversari e farli cadere nella sua trappola invariabilmente, senza per questo bruciare la sua copertura di ragazzo normale.

Purtroppo, dopo tale dozzina di puntate il tenore della serie si rovina un po’: Lelouch diventa sempre meno imbattibile e sempre più teso, il rimo si spezza un tantino e fanno ovviamente capolino i soliti problemi d’amore e attaccamento (che, fortunatamente, non si ritrovano però a rovinare più di tanto la trama principale).
A onor del merito va detto che i pezzi sulla scacchiera sono molti, e i personaggi da gestire sono davvero tanti: riuscire a tenerli tutti sotto controllo non dev’essere stata cosa da poco per gli autori, e in questo sono riusciti bene a fare il loro lavoro.
Va inoltre aggiunto che l’arcinemico del nostro anti-eroe si capisce sin dalla prima puntata, e risulta sempre più chiaro man mano che la serie va avanti: il loro odio rimane però sempre alimentato da motivazioni valide.

A questo punto, bisogna però citare il punto peggiore di questa serie: il finale. Non anticipo nulla per ovvi motivi, ma dirò solo che per tanto così potevano anche mettere un cartello con su “to be continued” che tanto valeva… rimane TUTTO in sospeso, nulla viene risolto, nessuna spiegazione viene data e alla fine vien fuori la scritta “stiamo già lavorando alla seconda serie!”. Queste sono cose che odio con tutto il cuore.

Voto: 7.5. Un punto estirpato per il finale indecente.

Consigliato a: chi ama i robottoni che combattono per una causa; chi non si scandalizza davanti a parecchia violenza; chi non si offende ad aspettare aprile 2008 per la seconda serie.

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