Monster

Una maratona thriller? Eccola a voi!

Monster

In questa titanica serie di 74 puntate ci troviamo a seguire a partire dal 1986 le vicende del dott. Kenzo Tenma, un brillantissimo chirurgo nipponico che abita in Germania e si è specializzato in operazioni al cervello che, disobbedendo al suo capo e mandando -di fatto- a scatafascio la sua vita, decide di salvare la vita di un bambino arrivato d’urgenza in ospedale al posto di quella di un facoltoso donatore giunto solo successivamente.
A seguito di tale evento iniziano ad accadere delle morti misteriose, tutte legate agli “sgarbi” fatti al dott. Tenma, e la polizia s’insospettisce. Anni dopo il medico viene a scoprire la brutale verità: ad uccidere quelle persone, e molte altre ancora, è stato il ragazzo a cui lui stesso salvò la vita. Inizia pertanto un lungo viaggio per fermare Johann e porre un freno alla sua furia distruttiva.

Dal punto di vista artistico, Monster naviga nella mediocrità: per esser fatto nel 2004 i disegni non sono spettacolari, ma essendo il punto forte di questo anime la trama la mancanza non si fa sentire più di tanto. La musica, in genere abbastanza neutra, si fa ben sentire nei momenti di tensione.

La trama è ovviamente, in un thriller, il punto in cui si determina la riuscita o il fallimento di un prodotto: Monster si ritrova ad avere un comportamento altalenante, per diversi motivi.
In primis, è ovvio che in una serie così lunga (sono circa 29 ore) non divagare e non perdersi per strada è molto difficile: in questo caso ogni tanto sembra che la trama principale sia stata dimenticata, per trovarsi tuttavia tre o quattro puntate dopo a capire in quale modo ciò che abbiamo visto era collegato alla storia di base. Anche gli episodi “filler” hanno comunque un riscontro nel quadro generale delle cose, e quindi non danno fastidio.

I personaggi sono molti, e il dott. Tenma ne incontra di ogni tipo: alcuni sono molto ben riusciti (soprattutto i vari ex-bambini del Kinderheim 511), mentre altri risultano un po’ scialbi e illogici: soprattutto i personaggi principali a volte hanno un comportamento che lascia perplessi. Non dico che si comportino in maniera totalmente illogica, ma c’è quel “qualcosa che non va” che infastidisce: ad esempio, il detective Lunge è un fautore della logica assoluta e analizza ogni cosa da ogni punto di vista, eppure per tutta la lunghezza della serie non prende in considerazione tutta una serie di possibilità assolutamente plausibili solo perché “è convinto della sua idea”. Non quadra.
Anche altri personaggi hanno ogni tanto comportamenti schizofrenici e un po’ fuori posto, il che purtroppo ogni tanto fa chiedere il perché di certe azioni.

Bisogna inoltre dire che parecchi incontri risultano un po’ forzati dal caso: molte situazioni saltano fuori per puro caso, poché la persona giusta passava al momento giusto nel posto giusto, e guarda caso la persona è la figlia di un’altra persona giusta che nel momento giusto era al posto giusto. Ogni tanto va bene, ma purtroppo in Monster si ricorre a questo tipo di causalità un po’ troppo spesso.

Per concludere, le puntate finali mi hanno lasciato un po’ perplesso: di per sé sono davvero molto belle ed intense, godibilissime: ci si arriva però in maniera un po’ troppo repentina, e credo che in più di settanta puntate ci sarebbe stato il tempo di introdurre l’ambiente finale con più premeditazione e logica. Peccato.

In definitiva, un ottimo anime se si cerca un thriller che, nonostante la sua lunghezza, riesce sempre a tener sveglio l’interesse. Le pecche ci sono, ma Monster risulta comunque godibile… se si ha la forza d’animo di arrivare fino in fondo.

Voto: 7.5. La lunghezza, purtroppo, ne inficia un po’ la guardabilità: 30 puntate in meno sarebbero comunque state ok.

Consigliato a: chi ha 29 ore da occupare; chi vuole un thriller nella Germania del dopoguerra; chi vuol vedere come i bambini psycho diventano da grandi.

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