Pani Poni Dash

Quando la logica va in vacanza, succedono cose simili.

Pani Poni Dash

In teoria, la storia riguarda Rebecca “Becky” Miyamoto, una bambina di 10 anni superintelligente che, laureata al MIT, si trasferisce in Giappone ad insegnare inglese in un liceo. Il tutto si svolge quindi nel seguire le vicende che accadono alla classe, come nella principale tradizione degli anime di questo genere.

Peccato che qualsiasi logica, senso o normalità finisca qui. Dal primo all’ultimo minuto la serie è mitragliata da una sequela di cretinate di dimensioni apocalittiche.
Dalle presentazioni dei personaggi (con tanto di punteggi sulle peculiarità più idiote) al comportamento di ogni singola persona, nulla ha nemmeno il più vago senso della normalità: si passa da gente che parla specchiandosi nella fronte di qualcun’altro, andando a trovare la rintronata di turno che vive in funzione del suo ahoge (ciuffo ribelle), arrivando fino ai Kappa lanciamissili in mezzo ad un bosco.
Qualsiasi cosa è orientata sul nonsense più assoluto: i personaggi non comprimari sono sostituiti da figure di cartone tutte identiche, dando un senso di stupidità generico a qualsiasi scena. Il fatto che spesso e volentieri passino degli addetti-luce o qualcuno che tira cavi davanti alla scena non aiuta di certo a rendere la situazione anche solo vagamente normale.

Tutto questo mi ha portato a guardare le 26 puntate contorcendomi dal ridere, perché sono davvero mostruosamente divertenti. È la classica serie che punta il 110% delle sue capacità nel trovare le gag più demenziali, sacrificando tutto il resto perché tanto di altro non c’è bisogno.

A voler trovare un difetto, direi che lo spettacolo è molto meno godibile al difuori del Giappone: tutta la serie è difatti costellata di riferimenti a situazioni o personaggi conosciuti solo a livello nazionale, e quindi molte volte mi son ritrovato a dover fermare il video per leggere le spiegazioni che i gentili doppiatori hanno aggiunto man mano.

Se volete ridere, lasciate stare Pani Poni Dash. Guardatelo solo se avete voglia di sbellicarvi istericamente, perché non c’è limite all’idiozia di questa serie.

Voto: 9. Spettacolare: fossi stato giapponese, avrei dato 10 secco.

Consigliato a: chi non ha paura dei crampi allo stomaco; chi vuol vedere quanto una mente può esser malata; chi vuol girare per settimane dicendo MAHOOOO ogni 20 secondi.

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