Higurashi no Naku Koro ni

Anime horror? Esistono, eccome!

Higurashi no Naku Koro ni

Questa serie mi venne presentata come “l’anime delle bambine splatter”, e credo che la definizione calzi a pennello. Mi lasciò quantomeno colpito, quando iniziai a guardarlo (anche perché erano le quattro del mattino, ma vabbé).

In questa serie ci troviamo in un tipico paesello giapponese di circa 2000 persone, nelle campagne di vattelapesca, dove seguiamo la vita di un gruppo di amici in una multiclasse. Ridono, scherzano e fanno le solite cose che fanno gli adolescenti negli anime… per i primi dieci minuti.
La storia infatti devia quasi immediatamente su delle strane e terribili morti che accadono a cadenze regolari, durante la festa del paese, da oramai cinque anni: ogni anno, una persona viene uccisa e un’altra sparisce.
Keiichi, un ragazzo che è arrivato in questo paese da circa un paio di mesetti, tenta di approfondire la questione solo per trovare un muro insormontabile di omertà e psicosi, anche tra i suoi più stretti amici: capirà fin troppo presto che la situazione è molto peggio di quel che si possa immaginare…

Dal punto di vista visivo, per essere del 2006 questo anime non è estremamente curato. Le dimensioni dei personaggi sono un po’ strane, con testoni davvero fuori misura e un’aspetto un po’ fragilino. Essendo però una serie che si basa principalmente sulla tensione e sulla storia, la cosa non rovina troppo l’atmosfera.

Proprio sull’atmosfera, difatti, si gioca il successo (o fallimento) della serie: il clima è lo stesso di quelli che si respirano nei normali thriller-horror, e le battute vengono limitate ai primi dieci minuti della prima puntata: da lì in poi, ne si avrà un accenno solo ogni quattro o cinque puntate, rimanendo quindi un anime dall’aria greve e pesante.

Questo non porti però ad un giudizio negativo: è un anime veramente molto diverso dai mille altri che mi è capitato di vedere, e ogni novità è benvenuta: inoltre, la storia è solida e ci si ritrova spiazzati più volte, soprattutto nella prima metà della serie (quando ancora non si capisce bene cosa diavolo sta succedendo).
Il finale, inoltre, è molto ben studiato: da senso a tutta la serie, che prima sembrava spezzettata e con episodi poco correlati.

Veramente un buon lavoro, originale e ben studiato. Consiglio comunque di guardarlo alla luce del sole, perché ogni tanto c’è davvero di che aver paura.

Voto: 8.5. Originalità e tensione vanno premiate.

Consigliato a: chi non ha paura del buio; chi vuol rimanere bello teso durante la proiezione; chi vuol cominciare ad aver paura di Oyashiro-sama.

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