Chobits

In quest’entry commenterò uno dei miei primi anime che trattassero un’estesa e complicata relazione pseudo-sentimentale:

Chobits


Di per sé il fulcro non sta nella storia “d’amore” in sé, ma è un filo conduttore che porta attraverso tutta la serie: l’incontro per caso tra i protagonisti, l’amore a prima vista negato da uno dei due, la presa di coscienza che dura tutta la serie fino ad arrivare al finale, dove la situazione finalmente si chiarisce con tutto ciò che ne consegue. Questo è l’iter (con variazioni qui e là, ovviamente) che tale tipo di storie si prefigge, avendo con sé una trama che può variare di molto.

In questo caso, si tratta di un ragazzo che trova un robot umanoide (un persocom, molto diffuso nel mondo in cui ci troviamo, ma molto costoso) nella spazzatura: il problema è che, a quanto pare, la memoria di tale robot è del tutto compromessa, e Chi (il robot) non sa parlare e non sa praticamente nulla del mondo, contrariamente a quanto dovrebbe accadere con tale tipo di modelli.

Tra malintesi e gaffes di ogni genere e fattura, assolutamente divertentissime, si scopre pian piano che Chi è in realtà un Chobit, un modello leggendario con poteri impressionanti.

Dal punto di vista comico, questo anime è assolutamente splendido: fin quasi alla fine ci si trova a fare una risata dopo l’altra, perché le gag sono spettacolari e, anche se spesso ricalcano dei cliché molto diffusi in altre serie, lo fa in modo originale e leggero.

La storia vien ben spiegata, e alla fine il tutto viene spiegato per bene: ciò che mi ha un po’ infastidito a livello puramente personale è proprio il finale, che è troppo istantaneo (quando finii mi dissi “eh?”) e come al solito prende una piega molto seria dopo un’intera serie di grasse risate. Personalmente preferisco serie che tengono il loro tono per tutta la lunghezza: se è un anime serio che sia serio fino in fondo; se è un anime allegro, che lo sia fino in fondo.
Non posso dire che questo abbia rovinato la mia visione, ma di certo ne ha un po’ compromesso il ricordo, lasciando un nonsoché di amarognolo in fondo.
È un anime che sicuramente riguarderò in futuro (quando avrò finito i 950’000 pB di roba inedita da vedere), perché è una serie che è semplicemente gradevole: ci si affeziona ai personaggi e alle loro storie, si segue il loro progresso e ci si preoccupa per loro.
Davvero un grande lavoro, ed un grande anime.

Nota: 9. Mezzo punto se lo guadagna soltanto perché ancora oggi vado in giro ululando “HIDEKI, FIGHTO!”.

Consigliato a: chi sa ridere di un 18enne arrapato e delle sue imbarazzanti disavventure; chi vuol vedere una storia ben sviluppata tra una risata e l’altro; chi vuole apprezzare un anime vecchio di 5 anni, ma al passo con le odierne produzioni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...