Neon Genesis Evangelion

Questa volta toccherò uno dei Mostri Sacri dell’animazione giapponese:

Neon Genesis Evangelion

In maniera molto sintetica, la storia si sviluppa attorno ad un ragazzo che, forzato dal padre, diventa un pilota di un classico robottone giapponese. O almeno così pare in principio… puntata dopo puntata si scopre che la realtà è molto più complicata di questo, e ci si ritrova in una storia in cui i “robottoni” (che, si scopre, tanto robot non sono) sono una parte assolutamente secondaria.
Il fulcro della questione si svolge infatti attorno a Shinji e a misteriosi complotti di cui si scoprono i dettagli puntata dopo puntata.
Alla fine, nella serie originale, si capisce che il fulcro della questione era tutt’altro: guardando il film (che sostituisce le ultime due puntate), il fulcro invece sta proprio lì.

Devo dire che, essendo uno dei primi anime che vidi, non avevo molto con cui paragonarlo: avevo visto poche serie in vita mia e la maggior parte era quella passata su Italia uno ai tempi.
Gradii subito lo show, e riuscii a tenermi incollato alla serie fino quasi alla fine.

Le ultime due puntate, ritenute dai suoi fan più sfegatati come un tocco d’arte ed un colpo di genio, non mi son piaciute affatto. Per fortuna, il film mette una pezza a tale problema, dando alla serie un’ottima fine ed un senso un po’ maggiore, secondo me.

A costo di attirarmi l’odio di tutti gli otaku di questo mondo, devo dire che Evangelion è un’ottima serie, è una delle migliori serie in giro che io abbia visto (e a questo punto ne ho viste un buon numero), ma non è la migliore. Sorvolando sullo scivolone delle ultime due puntate, la serie mi lasciò un po’ perplesso nella sua seconda parte.
Son ora passati un paio d’anni dalla visione di NGE, ma ancora ricordo l’impressione di aver appena visto un capolavoro mancato di poco, quando finii di vedere serie e OAV.

Rimane il fatto che è GAINAX (all hail), che è un ottimo prodotto e che andrebbe visto da chiunque, perché a suo tempo (nel 1995) ridefinì il concetto di “cartone animato”, portandolo ad un livello molto superiore e diventando capostipite di un tipo d’animazione impegnato e riflessivo, adatto anche a gente con più di 12 anni.

Valutazione: 9 (soprattutto per tutto l’hype che c’era attorno a tale serie ancor prima di vederla).

Consigliato a: chi ama consumarsi il cervello per seguire una serie; chi adora dei buoni combattimenti con i robottoni, con nemici sempre diversi; chi vuole vedere un pezzo di storia dell’animazione giapponese.

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